ottobre 2010 - Premiazione XVIII° Concorso Internazionale Sistema d'Autore Metra 2010
Giovedì 21 Ottobre 2010 08:49
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La premiazione del XVIII° Concorso Internazionale Sistema d'Autore Metra 2010 riguarda la sezione "Restauro e ristrutturazione"; i vincitori sono: progettista Arch. Isabella Tampellini, serramentista Casella Costruzioni, committente Chiara Due Immobiliare, General Contractor e coordinamento progettazione Molinaroli Costruzioni, Interior designer Costa group, Sistema Metra NC65STH linea ferro

Antica fornace RDB: il restauro del moderno

L’ex fornace RDB è collocata all’interno del tracciato della Tangenziale di Piacenza, lungo il tratto urbano della Strada Farnesiana in una zona altamente urbanizzata e ad alta densità edilizia, in adiacenza ad un quartiere Peep edificato e ristrutturato nel corso degli ultimi 30 anni. 

Il fabbricato presenta una tipologia tipica di archeologia industriale dell’inizio ‘900 che ha subito nel tempo notevoli interventi di manomissione a seguito anche delle diverse destinazioni d’uso attribuitegli negli ultimi anni. La sorte dell’edificio doveva essere la sua demolizione fino all’avvenuta dichiarazione di particolare interesse da parte della Soprintendenza, ai sensi dell’art. 10 (comma 3, lett. a) del DLgs 42/2004 con la seguente motivazione: “…. L’immobile denominato EX Fornace Ceramiche RDB ….. presenta interesse particolarmente importante ai sensi del sopra citato Decreto Legislativo 42/2004 in quanto rappresenta un significativo esempio, nel territorio piacentino, di architettura industriale dei primi decenni del Novecento, destinato originariamente a fabbrica di ceramiche e costituito da un fabbricato a pianta rettangolare, con adiacente ciminiera. “ 

Nel 2008, dopo anni di totale abbandono, nasce l’idea di rifunzionalizzare l’edificio importando il concept di cucina francese nel mercato italiano. Il recupero dell’immobile che ospitava l'antica Fornace Piacentina ha restituito alla città 850 metri quadri di puro design, nati dalla creatività dell’Interior Designer Costa Group e dalla tecnica del Gruppo Molinaroli Costruzoni, il tutto coordinato dall'architetto piacentino Isabella Tampellini che ne ha curato il restauro architettonico. Un'immagine raffinata, retrò al punto giusto ma con un'eleganza estremamente contemporanea.

 L’edificio è composto da un corpo di fabbrica a capannone a un unico piano fuori terra con copertura a capanna. Il fronte principale a ovest è caratterizzato da un rivestimento ad intonaco tinteggiato di bianco che cela alla vista lo sviluppo assiale della copertura a due falde. Il prospetto principale risulta scandito da un ordine di paraste che sorreggono un timpano curvilineo finemente modanato.

 L’intervento di restauro è stato teso al riuso del fabbricato come luogo pubblico di vendita e ristoro nel pieno mantenimento delle originarie caratteristiche tipologiche e strutturali. Le opere hanno interessato in particolare il mantenimento e il restauro della copertura esistente, il restauro dei prospetti esterni con il ripristino delle aperture esistenti, nuove tramezzature interne, finiture e rivestimenti interni e la realizzazione degli impianti necessari e richiesti dalla normativa in materia di  pubblici esercizi.

 La rifunzionalizzazione del fabbricato ha previsto la destinazione a punto vendita con laboratori annessi al piano terra, occupando le ultime due campate per ubicare i servizi igienici di pertinenza ed un vano a magazzino.

 E’ stato anche realizzato un soppalco in aggetto sul punto vendita, accessibile da una scala in ferro e pedate a giorno in cristallo, per ospitare in futuro una sala ristorante con servizi annessi corrispondenti verticalmente a quelli del piano sottostante. Particolare attenzione è stata posta nella realizzazione del soppalco in modo da non pregiudicare l’assetto strutturale e tipologico originari. Il soppalco infatti è stato realizzato come struttura indipendente a pilastri verticali in profilati metallici, indipendenti dalla struttura muraria esistente, e un solaio in travi metalliche e lamiera grecata con soletta armata collaborante.

 Per tale motivo si è scelto di non aderire al perimetro murario interno ma di mantenere una intercapedine di circa 60 cm in modo da mantenere integra la lettura delle lesene e del paramento interno. Per tale motivo  il perimetro del soppalco è stato limitato da un parapetto in cristallo che a sud, in corrispondenza dei laboratori, è provvisto di celino anch’esso in cristallo, per garantire la necessaria chiusura per motivi igienici della zona a laboratori.

 Particolare attenzione è stata proposta al restauro della copertura scegliendo di mantenere la tipologia originaria aumentando e giustapponendo agli esistenti un maggior numero di arcarecci poi celati alla vista da un controsoffitto che ha mantenuto a vista le capriate metalliche opportunamente restaurate in opera. L’isolamento termico è stato realizzato spruzzando sull’estradosso del solaio di copertura originario uno strato di isolamento in poliuretano sul quale è stato riposato il manto in tegole marsigliesi originario.

 Il paramento murario esterno faccia vista è stato sottoposto ad accurato lavaggio con acqua in grado di eliminare i sali ricristallizzati, seguito da un minimo intervento di consolidamento mediante la stilatura profonda dei giunti con malta “magra” di calce di tipo tradizionale. Successivamente la muratura faccia-vista è stata trattata con due mani di protettivo trasparente e traspirante a base di silani.

 Sul fronte principale le porzioni di intonaco originario sono state mantenute con ripristino delle parti decoese mediante rivestimento di malta di calce di composizione e colore analogo all’esistente. La finitura esterna è stata realizzata con due mani di velatura con latte di calce nella tonalità analoga a quella esistente.

 Per adeguare il fabbricato alla normativa vigente relativa al risparmio energetico (D. Lgs 311/2007) si è provveduto a placcare tutto il perimetro interno del fabbricato con uno strato isolante con finitura in cartongesso che ha seguito fedelmente la cadenzatura delle lesene, delle campate e delle aperture esistenti.

 Gli infissi esistenti in ferro, non più recuperabili, sono stati rimossi e sostituiti con serramenti in alluminio a taglio termico di analoga fattura dotati di vetrocamera basso emissivo per l’adeguamento alla normativa vigente relativa al risparmio energetico (D. Lgs 311/2007).

 L’accesso principale è stato realizzato sostituendo il serramento con una bussola di ingresso, in aggetto rispetto al fronte, servita da porte in vetro scorrevoli automatiche.

 Nelle zone aperte al pubblico è stato realizzato un impianto di climatizzazione, utilizzato anche per il ricambio d’aria, con centrale termica alimentata con il teleriscaldamento e macchina a pompa di calore e con tubi metallici precoibentati, lasciati a vista e ancorati alle strutture metalliche di copertura.

 All’interno si è optato per finiture che ricordassero la vocazione industriale del fabbricato con pavimenti industriali in rovere chiaro, e la struttura metallica del soppalco che è stata lasciata a vista con i profilati metallici verticali verniciati e quelli orizzontali che creano, con il controsoffitto in cartongesso a celare la lamiera grecata, una rilettura del vecchio soffitto cassettonato  in una nuova chiave industriale.

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 21 Ottobre 2010 09:10 )